Aspettando Godot
di Samuel Beckett
regia: Davide Ferrari
con: Maliminori
foto di scena: Alessia Bottaccio
video trailer: Davide Ferrari
Non siamo più soli ad aspettare la notte, ad aspettare Godot, ad aspettare… ad aspettare. Per tutta la serata abbiamo lottato senza aiuto.
Ora è finito. È già domani. Non perdiamo tempo in chiacchiere inutili! Che stiamo a fare qui, ecco la domanda. E abbiamo la fortuna di sapere la risposta. Sì, in questo manicomio una cosa sola è chiara. Noi aspettiamo che venga GodotSamuel Beckett
[Aspettando Godot]
Aspettando Godot, scritto nel 1952, è una pietra miliare della cultura del Novecento e tuttavia la sua recensione più celebre recita: “Aspettando Godot è una commedia in cui non accade nulla”. La battuta allude al fatto che la pièce è incentrata sul tema dell’attesa e in particolare dell’attesa vana. Infatti, per tutto il testo, due uomini, Estragon (Gogo) e Vladimir (Didi), aspettano un certo Godot, che ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario sono vaghi. I due, pur non sapendo nemmeno esattamente chi sia questo Godot, credono però che, quando arriverà, li porterà a casa sua e li sfamerà. Mentre attendono, incontrano altri strani personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servo Lucky, che li aiuteranno ad ingannare il tempo.
Lavorare su questo testo con persone per cui l’attesa è una condizione di vita quotidiana è una sfida e un’opportunità di ricerca, a livello teatrale e soprattutto umano, straordinariamente interessante e profonda. Aspettando Godot è una prova non semplice per gli attori: Beckett dà indicazioni di scena (silenzi, movimenti, azioni) precisissime. Non c’è spazio per l’improvvisazione. Tuttavia, in fase di laboratorio, le riflessioni proposte dagli attori sono state così pertinenti, profonde e ricche di umanità e immagini che si è deciso di intervenire, seppur minimamente, sul testo. Abbiamo inserito quel materiale nei momenti in cui uno dei due protagonisti, Estragon, si addormenta e sogna. Nei sogni del personaggio affiora la vita della persona.
Godot è stato di volta in volta identificato con Dio, il destino, la morte, la fortuna. Noi abbiamo preferito indentificarlo con la speranza. Con una candela che, nonostante tutto, rimane accesa.